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CHI VA E CHI VIENE

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L'AEROPORTO DEL MESE

LA COMPAGNIA DEL MESE

muccifora armandothaiArmando Muccifora, 53 anni, romano e juventino, una moglie, due figlie e un papà che si occupava di aviazione commerciale: il settore lo frequenta da decenni, non solo nell’attuale ruolo di Direttore Commerciale Italia, Sud Europa e Africa di Thai Airways, ma anche come appassionato di aerei e aeronautica.

Domanda - Qual è la policy adottata da Thai quando una delle sue destinazioni è toccata da una crisi (climatica, sociale, politica)? RispostaMolto dipende dal genere di crisi: ma lo step iniziale/immediato è sicuramente “business as usual”. In passato, ma solo nei casi peggiori (Sars, swine flu, tsunami) si è visto un rallentamento con riflessione. Per quanto riguarda le operazioni dall’Italia, invece, il nostro parametro di riferimento è il Ministero degli Esteri e l’eventuale “sconsiglio”: ma la fortuna di un network esteso come il nostro fa sì che se una destinazione è in flessione, molte altre riescono a compensare. D - Thai dispone di sei A380 MAX 8, che Airbus ha deciso di mandare fuori produzione: secondo Lei, ha fatto bene? R - Temo che Airbus non abbia avuto scelta. Non c’erano più gli ordinativi necessari a mantenere in vita il 380. Le nuove tecnologie stanno impattando fortemente sull’aviazione civile: nuovi materiali (più leggeri, performanti e resistenti), nuovi motori (minori consumi e minori emissioni) e mutate esigenze da parte di noi vettori stanno guidando lo sviluppo di nuove macchine. Come Thai abbiamo appena ricevuto dodici Airbus 350-900, al momento l’aereo di lungo raggio migliore come rapporto costi/ricavi. Molto interessante sarà lo sviluppo del nuovo Boeing 777-X (B777-8 e B777-9): al momento posta 326 ordini, contro i 203 del A350 (A350-900 e A350-1000), pur non avendo ancora mai volato: ali più lunghe (le “split scimitar” ripiegabili alle estremità, per adattarsi agli aeroporti attuali), nuovi materiali (polimeri in fibra di carbonio rinforzata), nuovi motori, 15% più grande, ma soprattutto la possibile configurazione 3-4-3 posti, al posto dei 3-3-3 (differenza a favore fino a più di 100 posti!). Nel medio-lungo periodo, assisteremo a cambiamenti epocali: aerei elettrici per il corto raggio (con autonomia fino a 1.000 Km), volo individuale (con relative criticità di gestione degli spazi aerei e della sicurezza), aeroplani modulari ... D - L’aeroporto del futuro, secondo Lei? R - I 7.2 miliardi di passeggeri che si stima voleranno nel 2035 avranno sempre più esigenze: tempi più rapidi per i controlli di sicurezza, drop-off e riconsegna bagagli, miglior “esperienza” nel terminal, connettività garantita, servizi personalizzati... D’altra parte, non molti aeroporti hanno possibilità di espandersi, garantendo più piste e terminal più capaci a noi vettori. Vedremo aeroporti “riflettere la destinazione”, distinguendosi per il food, per lo shopping, per la tecnologia: di sicuro, saranno sempre più grandi, green, friendly, auto-sostenibili e con molta, moltissima Intelligenza Artificiale.