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CHI VA E CHI VIENE

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L'AEROPORTO DEL MESE

LA COMPAGNIA DEL MESE

powdair logo qpowdair sito qGià il nome era originale: PowdAir richiama l’inglese “powder” che significa, come il francese “poudreuse”, la più bella neve che uno sciatore possa desiderare: quella fresca e farinosa, ideale per “carvare” su pista. PowdAir era basata a Sion, capoluogo del Canton Vallese, quindi nel cuore delle Alpi svizzere, e avrebbe servito un gran numero di sciatori, soprattutto inglesi. Avventura finita prima d’iniziare, spiegata con tale (insolita) sincerità sull’home-page del sito stesso che la riportiamo integralmente: “Il 27 novembre 2017 abbiamo avvertito tutti i nostri passeggeri che il nostro principale investitore finanziario si era allontanato dal progetto PowdAir. In base a un accordo di riservatezza (NDA), non possiamo nominare l’investitore, ma possiamo condividere con voi le ragioni del suo ritiro. Il fallimento di Monarch e la cessione di airberlin, oltre alla chiusura di Darwin Airlines, più l’impatto della Brexit sull’aviazione europea, hanno scoraggiato il nostro investitore, che non ha background aeronautico e ha preferito ritirare il proprio supporto. Questo ci ha impedito di lanciare la compagnia aerea nell’inverno 2017/2018. Presa questa amara decisione, siamo stati travolti dalla quantità di messaggi di incoraggiamento da parte di investitori, aziende e resort nel Regno Unito, in Belgio e nel Vallese, che ci invitavano a tentare tutto il possibile pur di trovare un nuovo finanziatore per PowdAir. Abbiamo buone e cattive notizie per i passeggeri che avevano prenotato con noi (oltre 5.000 - ndr) in questa stagione invernale. In primo luogo, abbiamo già ricevuto una proposta di investimento da parte di un investitore del settore aeronautico, affidabile ed esperto. Sebbene non possiamo ancora comunicarne l’identità, siamo fiduciosi che il suo coinvolgimento potrà garantire il futuro finanziario di PowdAir. Tuttavia, la due diligence richiesta per finalizzare questo investimento richiederà almeno 30 giorni e abbiamo quindi deciso, ritenendo la decisione giusta da prendere, non far partire le operazioni quest'inverno. Il nuovo investitore desidera assicurarsi che vengano intraprese tutte le azioni necessarie per lanciare una compagnia aerea forte e ben finanziata, focalizzata sul successo a lungo termine. Cosa significa questo per coloro che hanno prenotato con noi? Semplicemente che PowdAir non sta andando in concordato preventivo, perché la compagnia continuerà ad esistere, anche se impiegherà più tempo per far decollare i propri aerei. Contiamo di ripartire entro il 2018, come compagnia aerea pienamente operativa, con velivoli di proprietà e una base più solida per pianificare le nostre rotte. Nel frattempo, procederemo al rimborso integrale dei biglietti di tutti coloro che avevano prenotato con noi. Ci scusiamo sinceramente per aver danneggiato le loro vacanze in montagna, ma contiamo sinceramente di averli a bordo l'anno prossimo, anche perché siamo fermamente convinti dell’enorme opportunità di business offerta dall'aeroporto di Sion. Siamo pronti a rispondere a qualsiasi domanda sul futuro di PowdAir e non vediamo l’ora di poter comunicare il nome del nostro nuovo investitore, appena la due diligence sarà terminata. Kind regards. The PowdAir Team".

tim-clark.jpgfabio-lazzerini.jpgNel 1985, quando gli Emirati Arabi erano noti solo a chi si occupava di petrolio e di gas, lo sceicco Mohamed bin Rashid Al Maktoum firmò un assegno da 10 milioni di dollari, per acquistare due aeromobili in leasing dalla Pakistan International Airlines e dotare Dubai di una propria compagnia aerea internazionale. Così nacque Emirates. Quasi trent’anni dopo, a luglio 2014, quei due aerei sono diventati 213, tra i quali 100 Boeing 777-300 e 54 Airbus A380-800 (le più grandi dotazioni al mondo, su queste macchine) e ordini per 298 nuovi  aerei, sia Boeing che Airbus. Emirates, che tutt’ora appartiene interamente al Governo di Dubai, ha sempre chiuso bilanci in attivo, tranne per il secondo anno di attività; il fattore di crescita annuale non è mai sceso sotto al 20%. Il Governo di Dubai ha finora ricevuto circa 1,5 miliardi di dollari dalla compagnia, da quando nel 1999 è iniziato il pagamento dei dividendi dovuti al versamento del capitale iniziale di 10 milioni, e - nonostante quello che molti pensino - non la sovvenziona né interviene sul suo funzionamento e sviluppo. Emirates non fa parte di nessuna delle 3 maggiori alleanze globali: Oneworld, SkyTeam e Star Alliance, sebbene nel 2000 abbia valutato la possibilità entrare in Star Alliance. Preferisce limitarsi ad accordi bilaterali e di code-share con le singole compagnie (come Qantas o TAP Portugal) pur di rimanere indipendente. I suoi vertici: dal 2003 il britannico Tim Clark (in foto a sinistra) è presidente e CEO di Emirates; Fabio Lazzerini (in foto a destra) è da luglio 2013 dir. generale Emirates Italia.

 

qatar-airways-crew-q.jpgPer il secondo anno consecutivo Qatar Airways si aggiudica il premio più ambìto degli Skytrax World Airline Awards, quello di Migliore Compagnia aerea del Mondo del 2012. Skytrax, agenzia di monitoraggio indipendente della qualità dell’industria aerea, ogni anno coinvolge in un sondaggio 18 milioni di viaggiatori provenienti da 100 Paesi; la graduatoria comprende 200 compagnie aeree internazionali e misura la soddisfazione dei passeggeri su 38 indicatori chiave: operazioni in volo e a terra, comfort a bordo, pulizia della cabina, menu, intrattenimento in volo e personale di servizio. Il vettore basato a Doha si riconferma inoltre, per la settima volta, migliore compagnia aerea e dotata del migliore staff di bordo, nella regione del Medio Oriente. Bel risultato per Akbar Al Baker, a.d. di quella che è stata fondata solo nel 1993 come compagnia aerea privata della famiglia reale del Qatar e poi rilanciata commercialmente nel 1997. Nel 2012 Qatar Airways  opera con 109 aeromobili (la cui età media è inferiore a 5 anni) verso 117 destinazioni business e dà lavoro a ventimila persone. Recente l’introduzione nel suo network internazionale di Baku (Azerbaijan), Tbilisi (Georgia), Kigali (Ruanda), Zagabria (Croazia), Erbil e Baghdad (Iraq) e Perth (Australia). Prossime nuove destinazioni: Kilimangiaro e Mombasa, in Kenya; Yangon in Myanmar e Maputo in Mozambico.

 

volotea-fondatori.jpgvolotea_logo.jpgVolare ha un un nuovo gusto è il claim di Volotea, la nuova compagnia aerea low cost il cui obiettivo è collegare medie e piccole città europee. Low cost ma con “fronzoli”. Volotea assegna il posto a bordo al momento del check in. Opera in ottica multicanale, vendendo sia direttamente al consumatore finale sia  attraverso gli operatori di settore grazie alla presenza sui principali GDS (Amadeus, Galileo, Worldspan e presto Sabre) con pagamento tramite BSP. Dispone di un reparto per voli charter. La compagnia, di matrice spagnola (poichè creata da Carlos Muñoz e Lazaro Ros, già fondatori di Vueling, nella foto scattata all’inaugurazione della base veneziana), ha iniziato a volare il 5 aprile 2012 da Venezia Marco Polo e si connota per numeri interessanti già dalla prima stagione operativa: 54 aeroporti, 83 rotte in 9 nazioni europee, oltre 400.000 passeggeri trasportati e una flotta di nove Boeing 717.

 

aereo-turkish-airlines.jpgturkish_airlines-logo.jpgPremiata da Skytrax (società di ricerca britannica che redige speciali classifiche dedicate alle compagnie aeree e agli aeroporti) come “migliore compagnia europea del 2011”, Turkish Airline, la compagnia di bandiera turca, aspira a diventare la miglior compagnia al mondo: almeno questo è quanto affermato da Temel Kotil, CEO  della compagnia in una intervista al Sole24ore. Esponenziale la crescita della compagnia negli ultimi anni: se nel 2003 ha trasportato 10,4 milioni di passeggeri, nel 2011 si prefigge di raggiungere i 33 milioni grazie ad una flotta di 178 aeromobili e circa 300 destinazioni. La compagnia, le cui quote sono detenute in quantità minoritaria dallo stato, punta al profitto anche per l’anno corrente, nonostante i primi sei mesi siano stati difficili anche a causa dell’insufficienza ricettiva dell’aeroporto Ataturk di Istanbul, hub principale della compagnia. Secondo Kotil, due le ragioni del successo di Turkish Airlines: l’acquisto di nuovi aeromobili, nel periodo in cui le altre compagnie cancellavano ordini a causa della crisi, le ha consentito di comprare macchine a costi inferiori e di disporre di una flotta moderna ed efficiente, con minori costi di carburante e più bassi oneri di manutenzione. Secondo, la forte motivazione del personale e il costante impegno a soddisfare le esigenze dei passeggeri.