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CHI VA E CHI VIENE

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L'AEROPORTO DEL MESE

LA COMPAGNIA DEL MESE

alitalia logoetihad logo az qUna cosa è certa: è stato un matrimonio infelice, quello tra gli emiratini di Abu Dhabi e la nostra ex compagnia di bandiera: da dicembre 2017 il divorzio è completo anche nel logo. Via il marchio Etihad dal sito ufficiale. Via l’indicazione “Partners”. Via le sfumature sul verde dal logo Alitalia, che secondo alcuni viravano un po’ troppo verso quelle del deserto, “in onore” dei soci arabi. Resta soltanto l’indicazione di Sky Team, l’alleanza a cui Alitalia appartiene, chissà ancora per quanto tempo ancora. Dopo due anni e mezzo (l’accordo risale ad agosto 2014) sparisce ogni riferimento al vettore del Golfo Persico e Alitalia torna al logo tradizionale, che aveva subito l’ultimo restyling nel 2005. “Il logo è semplificato, ma sostanzialmente è rimasto lo stesso dei mesi scorsi, abbiamo tolto la sfumatura”, precisano nel quartier generale a Fiumicino. Nel 2014 il CEO di Etihad James Hogan si era sbilanciato con un ottimistico “Alitalia diventerà un’azienda più sexy, ci sarà da lavorare di più, ma il futuro è assicurato”. Si è visto che fine han fatto (sia lui che l’Alitalia.

ball cordero hogansuccessori ballÈ costata il posto a James Hogan, la campagna d’Europa avviata da Etihad per l’acquisizione di cospicue quote nelle compagnie airberlin, Alitalia e Air Serbia, che ha finora condotto a perdite milionarie. Nel 2006 il manager australiano, proveniente da Gulf Air, era stato nominato CEO e Group President di Etihad Airways, allo scopo di trasformare il vettore di Abu Dhabi in un colosso in grado di competere a livello globale: cosa regolarmente avvenuta (da 22 a 120 aerei in 10 anni), ma non è bastato e - a gennaio 2017 - il chairman of the board di Etihad Aviation Group, Mohamed Mubarak Fadhel Al Mazrouei, ha dato il benservito a Hogan, al suo CFO James Rigney e, presumibilmente, alla sua strategia. Traballa pertanto anche la poltrona di Cramer Ball, 49enne anche lui australiano (nella foto, alla destra del presidente Alitalia Luca Cordero di Montezemolo), chiamato da Hogan a marzo 2016 e nominato CEO Alitalia al posto del dimissionario Silvano Cassano. Siccome Intesa Sanpaolo e Unicredit, alle prese con l’ennesima ricapitalizzazione dell’ex vettore di bandiera, pare abbiano chiesto la sua testa, riparte il valzer del possibile successore, italiano stavolta: l’ex ministro Corrado Passera, (nella foto in alto a destra, poi in senso orario) l’ex a.d. F.S. Mauro Moretti, l’ex a.d. NTV Flavio Cattaneo e l’ex a.d. Meridiana Roberto Scaramella. Qui i dettagli.

 

promo-az-q.jpgNel week-end 21-23 luglio 2012 Alitalia ha lanciato una nuova iniziativa promozionale, conclusasi con la Notte Bianca Alitalia, caratterizzata dall’invito - rivolto alle agenzie di viaggi - a tenere aperto fino a tardi, nella serata di lunedì 23, per promuovere presso la propria clientela biglietti scontati fino al 30%. Le luci sono rappresentate dal fatto che la Compagnia ha riconosciuto le agenzie di viaggi come partner adeguati a sostenere lo sforzo promozionale, in un momento non facile. Le ombre sono descritte dalle parole del direttore di un noto network: “Abbiamo ritenuto di non far partecipare le nostre agenzie a un’iniziativa costosa e priva di senso, visto che le stesse tariffe, peraltro limitate ad alcune direttrici, potevano essere acquistate tramite call center e sul sito del vettore stesso. Inoltre i tempi tra la comunicazione della campagna al pubblico e la sua realizzazione erano troppo stretti per risultare efficaci”. Luci e ombre, come sempre nella pluridecennale storia del vettore di bandiera.

 

cordero di montezemoloIl 18 settembre 2015, dopo un anno come a.d. della “nuova” Alitalia, Silvano Cassano lasciava (“per motivi personali” riferiva Cordero di Montezemolo in una lettera ai dipendenti). A novembre il presidente Montezemolo assumeva la gestione ordinaria (ovvero le deleghe di a.d.) con responsabilità degli uffici, del personale e del patrimonio, nonché il potere di investimenti e disinvestimenti fino all’ammontare di 15 milioni di euro, in attesa della nomina del nuovo a.d. (prevista a gennaio 2016). A dicembre toccava ad Ariodante Valeri, in carica come chief commercial officer, delegato per vendite e marketing, per meno di un anno. Cassano e Valeri erano gli uomini del rilancio, il braccio operativo di James Hogan, CEO dell’azionista di maggioranza Etihad. Non ce l’hanno fatta neanche loro, a rimettere in piedi i conti.

 

ala-alitalia.jpgIl 2012 inizia in Alitalia con una ventata di novitá: innanzitutto il cambio al vertice della compagnia con la nomina di Andrea Ragnetti a nuovo amministratore delegato; la possibilità di pagare i biglietti nelle ricevitorie, tramite Lottomatica; la possibilità di fusione con Blue Panorama e WindJet. Quest’ultima operazione permetterebbe ad Alitalia di aumentare la propria quota di mercato (soprattutto in Sicilia dove sia WindJet che Blue Panorama sono molto forti), grazie all’eliminazione di due competitor nazionali, e porterebbe alla creazione di una compagnia che genera un traffico di circa 30 milioni di passeggeri annui (attualmente Alitalia ne trasporta circa 25 milioni, Blue Panorama 2 milioni e WindJet circa 3) con una flotta di 168 aeromobili. Sarebbe il traffico leisure ad avere la meglio da questa fusione, considerando la vocazione delle due compagnie acquisite. Visto che le perdite subite lo scorso anno da Alitalia sono da imputarsi principalmente al calo di passeggeri delle classi business, questa sembrerebbe la soluzione più idonea al raggiungimento del pareggio di bilancio della compagnia. Attendiamo impazienti l’esito della vicenda, nella speranza che il risanamento della compagnia possa verificarsi veramente...