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livingston-logo-q.jpglivingston-sospende.jpgEra nell’aria da tempo, il destino - secondo molti addetti ai lavori - era segnato. L’atto finale della compagnia guidata da Riccardo Toto, figlio di Carlo Toto (fondatore di Air One) è sancito da un comunicato stampa pubblicato il 6 ottobre 2014 nell’home page del sito. Se ne riportano i passaggi essenziali: appare evidente che Toto attribuisca il fallimento a cause esterne (la primavera araba, il conflitto russo / ucraino, i debiti maturati con l’Aeroporto di Rimini...), senza farsi carico di molte responsabilità nella mala gestio di un vettore che (clicca qui) era reduce dalle drammatiche vicissitudini di Viaggi del Ventaglio. “New Livingston, società aeronautica specializzata nel settore dei voli charter e vettore aereo italiano a capitale privato, si vede costretta a sospendere le operazioni di volo dopo circa tre anni di attività. Cause il crollo del turismo, soprattutto del segmento vacanziero verso l’Egitto e il bacino del Mediterraneo, che ha subito un tracollo dopo la Primavera Araba e la conseguente instabilità dell’area, e la drastica riduzione di domanda per le rotte verso la Russia a causa della crisi politica in corso. Un forte calo dei ricavi è imputabile, inoltre, ad alcuni crediti non pagati quali ad esempio quelli dell’Aeroporto di Rimini, su cui la proprietà aveva puntato per il rilancio e verso cui vanta ancora un credito importante per biglietti venduti. L’insieme di questi fattori, cui si somma una rigidità non usuale che ha caratterizzato l’azione di alcuni enti e società nazionali, non ha consentito a New Livingston di sostenere l’attività, nonostante tutti i tentativi fatti per continuare le operazioni, sia attraverso ristrutturazioni aziendali, sia con la richiesta del Concordato in Continuità, oltre agli importanti investimenti fatti dalla proprietà. I dipendenti, le cui spettanze salariali saranno integralmente saldate, potranno usufruire degli ammortizzatori sociali previsti dalla legge, con l’obiettivo di ottenere la cassa integrazione entro ottobre 2014. ‘È una scelta di responsabilità chiudere la compagnia aerea senza debiti nei confronti dei dipendenti. La sofferta decisione che prendiamo in queste ore è conseguenza del fatto che, rispetto a soli due anni fa, non esiste oggi un mercato per poter andare avanti. Il mercato charter è stato completamente sconvolto da fattori interni, ma soprattutto dalle turbolenze internazionali’ spiega Riccardo Toto, che nel 2011 rilevò la compagnia aerea dall’Amministrazione Straordinaria”.