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tony-tyler.jpgJapan Airlines è la prima compagnia aerea che, preso atto del crollo del prezzo del petrolio, rivedrà al ribasso il prezzo dei biglietti, a partire da febbraio 2015, per un importo medio pari a 86 dollari a tratta. Il vettore giapponese fa eccezione, perché IAG Group, cui fanno capo British Airways, Iberia e Vueling, se ne guarda bene: “Il supplemento carburante non è mai riuscito a coprire gli effetti del caro-petrolio che ha gravato, da 10 anni a questa parte, sui bilanci delle nostre compagnie” spiega il portavoce di IAG “L’attuale diminuzione del costo del barile non ha impatto immediato sui vettori del gruppo anche perché, di recente, il dollaro si è rafforzato rispetto all’euro e alla sterlina, incidendo sugli eventuali risparmi”. Più ottimistica la previsione di Tony Tyler, CEO IATA: “La caduta del prezzo del barile impatta positivamente sulle prospettive del settore: nel 2015 le compagnie aeree totalizzeranno un profitto netto post-tax di 25 miliardi di dollari, che corrisponderà a un margine del 3,2%. Saranno determinanti, come sempre, fattori esterni quali disordini politici, i conflitti e la debolezza di alcune economie locali".